Emergenza in azienda: perché il defibrillatore può fare la differenza
- 10 Luglio 2025
- Posted by: P&S
- Categoria: Sicurezza sul lavoro
Arresto cardiaco sul lavoro: un’emergenza da gestire con rapidità
Ogni anno in Italia circa 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco improvviso. L’intervento tempestivo rappresenta il fattore determinante tra vita e morte. Secondo i dati Inail, la sola rianimazione cardiopolmonare (RCP) può aumentare del 30% la probabilità di sopravvivenza entro 9 minuti. Con l’aggiunta del defibrillatore semiautomatico (DAE), il tasso può salire fino al 60%. Per questo è fondamentale diffondere l’educazione al primo soccorso e promuovere la presenza dei DAE anche nei luoghi di lavoro.
Defibrillatore in azienda: normativa e obblighi previsti
La normativa italiana si è evoluta con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo dei DAE. La Legge 116/2021 raccomanda l’installazione dei defibrillatori in vari luoghi pubblici e nelle aziende con almeno 15 dipendenti. Il D.Lgs. 81/2008 e il DM 388/2003 confermano il primo soccorso come pilastro della sicurezza aziendale. Anche se il DAE non è obbligatorio in tutte le aziende, è altamente consigliato nei contesti ad alto rischio o grande afflusso. Inoltre, la presenza del defibrillatore può dare accesso ai benefici INAIL tramite il Modello OT23.
Formazione BLS-D: un requisito fondamentale per l’efficacia del DAE
La sola presenza del defibrillatore non basta: serve formazione adeguata. I corsi di primo soccorso prevedono già la RCP, ma devono essere integrati con un modulo BLS-D specifico. Tale modulo deve includere contenuti conformi agli standard internazionali, esercitazioni pratiche con manichino, test di verifica e un rapporto istruttore/allievi adeguato.
Il factsheet Inail richiama gli elementi della catena della sopravvivenza: riconoscimento dell’arresto cardiaco, RCP immediata, uso del DAE, arrivo dei soccorsi avanzati. Il defibrillatore va acceso subito, seguendo le istruzioni vocali, lasciando analizzare il ritmo e applicando lo shock se indicato. La procedura si ripete alternando RCP e analisi fino all’arrivo dei soccorsi o al miglioramento delle condizioni della vittima.
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